La Via degli Dei – Seconda parte

Riprendiamo oggi la nostra chiacchierata con Rosanna dopo la sua recente esperienza sulla Via degli Dei.

Atletica Mottense: “Rosanna, hai notato qualcosa di particolare nelle persone che hai potuto incrociare durante il cammino?”

Rosanna: “Sì, c’è una cosa che mi è rimasta molto impressa rispetto alle uscite alle quali sono abituata a fare. E’ stata sicuramente vedere molti ragazzi giovani e soprattutto molte ragazze da sole che si avventuravano nel percorso. Li potevi trovare alla sera ai ristori che si scambiavano chiacchiere ma durante il giorno molti di questi ragazzi camminavano per conto proprio, potevi affiancarli durante il cammino e condividere con loro un pezzo della tua strada e scambiare due parole per poi ritrovarsi a scambiarsi le stesse emozioni e delle difficoltà riscontrate, annullando quindi la differenza d’età e sentendosi veramente molto vicini anche se quasi sconosciuti. Questa è un’emozione che ho potuto veramente assaporare.”

A.M: “Torniamo un pò all’aspetto più tecnico del percorso. Tu che hai l’esperienza dell’Alta Via delle Alpi, puoi dirci in cosa possono differenziare i due cammini?”

R: “La scelta della Via degli Dei è stata fatta anche per la caratteristica che il percorso ha: inizia e finisce su punti precisi. A differenza dell’Alta Via che non puoi percorrere per intero, questo percorso lo puoi fare in alcuni giorni nella sua completezza e quindi puoi “portare a casa il risultato”. A livello tecnico posso dire che è comunque molto impegnativo perché ogni giorno devi camminare per 20 o 30 chilometri che ovviamente sono molto impegnativi per chiunque, anche per chi è allenato alle lunghe distanze.

A.M: “Totalmente quanti chilometri avete coperto?”

R: “In totale abbiamo fatto 123 chilometri a piedi in 5 giorni. Sono un pò meno dell’itinerario perché per un breve tratto abbiamo utilizzato i mezzi pubblici perché il percorso utilizzava solo la strada e camminare per strada senza poter assaporare il paesaggio circostante perché devi stare più attento a quanto succede sulla strada o prevedere che l’autista del mezzo in arrivo abbia percepito la tua presenza, sinceramente diventa più pericoloso percorrerlo a piedi che non con i mezzi.”

A.M: “Beh, comunque una bella camminata.”

R: “Certo. E nella distanza totale il dislivello è stato di oltre 3.700 metri, per l’esattezza 3.760 metri. Certo, non sono stati fatti sulla roccia come nelle nostre Dolomiti, ma sono comunque dei dislivelli impegnativi che devi coprire con lo zaino in spalla. E ancora una volta, queste esperienze ti ritornano il vero valore delle cose essenziali. Non a caso, se nello zaino inserisci cose superflue poi finisce per maledirle perché non le usi e ti pesano! E posso assicurare che quando cammini per tante ore anche il solo peso di una semplice t-shirt può fare la differenza. Certo, essendo montagna ed essendo “in solitudine” non puoi permetterti di partire non attrezzata, ma con il tempo impari ad avere con te solo le cose realmente necessarie”

A.M: “Una buona esperienza di vita quindi.”

R: “Certo! Queste esperienze ti danno modo di organizzarti in maniera più essenziale, ma vera, anche in altre occasioni più “mondane” cercando di assorbire appunto la vera essenza di quanto tu stai vivendo in quel momento, tralasciando magari l’aspetto impeccabile esteriore ma concentrandoti sul tuo benessere interiore.”

A.M: “Vuoi condividere qualche altra emozione che questa esperienza ti ha lasciato?”

R: “Innanzitutto devo dire che la Via degli Dei, almeno a me è successo, ti porta a scoprire degli aspetti di te stesso su cui potevi avere dei dubbi. Per esempio, il semplice fatto di riuscire a portare a termine l’impresa anche se parti con a migliore motivazione possibile e con una gran forza d’animo, durante il percorso qualche dubbio ti viene perché la fatica si fa sentire e le tue certezze iniziano a vacillare. In quei momenti devi riuscire a tirare fuori quello che hai dentro e superare queste paure e perplessità, che forse non abbiamo ma che la nostra mente ci rimanda e con le quali dobbiamo confrontarci. Il rendermi conto che alla fine ce l’ho fatta mi ha dato un’immensa soddisfazione! E, senza ripetermi troppo, ti arricchisce notevolmente nei rapporti umani facendoti apprezzare le persone per quello che sono e per quello che riescono a darti, siano essi più giovani o più vecchi di te. Questo, se posso, mi ha insegnato che ci vuole molta umiltà nella vita e di quanto tutti dovremmo essere molto più semplici.”

A.M: “Dopo queste tue affermazioni è difficile ritornare a parlare di cose molto più “terrene”. Ma ci proviamo ugualmente: per conoscerci meglio, noi siamo abituati a vederti alle varie manifestazioni con la nostra maglietta sociale. Da quanti anni corri?”

R: “Le mie prime scarpe da corsa le ho comprate nel Dicembre del 2013. Il tutto è nato quasi per caso perché alcuni colleghi mi hanno semplicemente detto che avrebbero voluto fare la “Giulietta e Romeo Half Marathon” ed io ho accettato. All’epoca non sapevo nemmeno cosa fosse una mezza maratona! Mi ricordo che la prima volta che sono uscita a correre con mio figlio dopo 50 metri ho iniziato a pensare “Ma chi me lo ha fatto fare??”. Poi però il 30 Dicembre dello stesso anno quando ho comunicato ai miei colleghi che preferivo ritirarmi dall’impresa perché non ce l’avrei fatta, uno di loro ha insistito e mi ha trascinato spronandomi e motivandomi perché avremmo potuto farla in staffetta con una parte a me ed il resto, un pò più lungo, a lui. E così tutto è iniziato!”

“Ho scoperto così, forse ad una età un pò più avanzata rispetto ad altri, il piacere che la corsa ti può dare. Di certo non cerco la prestazione da record e di certo so che non posso competere con gente molto più giovane di me o con coetanei che hanno alle spalle decadi di esperienza podistica, ma mi ritrovo ogni volta appagata dalla corsa per quello che riesce a darmi, sia a livello fisico che mentale.”

A.M: “Chiudiamo questa bellissima chiacchierata con un paio di domande ancora. La prima è: rifaresti la Via degli Dei?”

R: “Si, la rifarei perché saprei già a cosa vado incontro e probabilmente o farei con una diversa cognizione e forse saprei gestirlo o saprei gestirmi un pò meglio. Detto questo però, vista l’esperienza vissuta, quasi certamente sceglierei un percorso diverso.”

A.M: “Ci hai anticipato forse l’ultima domanda che voleva proprio sapere quali potevano essere i tuoi prossimi progetti. Raccontaci.”

R: “Sto sicuramente pensando al cammino denominato dei “Borghi Silenti” di cui ho sentito molto parlare e se riusciamo ci piacerebbe farlo in ottobre, altrimenti cerchiamo di programmarlo per la prossima primavera. Per il prossimo anno, se non potremo ancora tornare a percorrere tratti dell’Alta Via, vorremmo considerare “Il cammino Materano” oppure un pezzo della “Via Francigena”, rimanendo sempre in Italia perché penso che il nostro paese abbia veramente moltissimo da offrirci sia sotto l’aspetto naturalistico che sotto quello storico-culturale.”

Che dire, dopo questo scambio di bellissime parole con Rosanna non possiamo e non vogliamo aggiungere nient’altro se non quello di voler assolutamente riavere l’occasione di sentire le sue testimonianze dopo un altro dei suoi viaggi.

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