L’editoriale al Campionato. VI Tappa.

La nostra chiacchierata con Alberto Meda.

Ormai pensiamo siate abituati e speriamo vi faccia piacere leggere queste quattro righe introduttive ai risultati di tappa. Cerchiamo di proporvi sempre qualche cosa di interessante per farvi conoscere meglio i nostri partecipanti e per farci sentire tutti appartenenti ad una bella e grande famiglia.

Oggi ce ne sarebbe da riempire un libro di cose interessanti da scrivere perché oggi parliamo a quattr’occhi con Alberto Meda, un personaggio euforico, esplosivo, indomito ma sempre disponibile ed amico di tutti.

Poiché Alberto ha le nostre stesse iniziali nell’intervista abbiamo usato la sigla AT per Atletica Mottense ed abbiamo lasciato A.M. per Alberto. Sappiate che noi dell’Atletica Mottense sfruttiamo spesso Alberto proprio per le sue iniziali e firmiamo conti che restano sempre aperti con queste iniziali per poi immancabilmente dire all’esercente di turno che sono effettivamente le iniziali di Alberto 🙂

Atletica Mottense: “Ciao Alberto, per prima cosa, come consuetudine, vogliamo sapere quando hai iniziato a correre e perché”
Alberto Meda: “Ho iniziato a correre nel 2000 a seguito di un’operazione chirurgica al ginocchio. Fino ad allora mi dilettavo in una squadra di calcio locale che militava in prima categoria. L’operazione mi ha dato l’occasione per prendere 2 importanti decisioni della mia vita: smettere di fumare ed iniziare a correre! Da quella volta, quindi ormai più di 20 anni fa, non ho ancora smesso di correre”

AT: “Vuoi dirci qualche tuo risultato sportivo raggiunto nell’ambito della corsa?”
A.M.: “All’attivo ho qualche mezza maratona e 9 maratone. Il mio personal best sulla mezza è a 1 ora e 32 minuti e 3 ore e 50 minuti sulla maratona conseguito a Treviso. Ho però un riconoscimento di cui vado fiero che attesta che nel campionato nazionale degli autoferrotramvieri, categoria professionale a cui appartengo, sono arrivato terzo in tutta Italia sulla distanza della maratona!”

Alberto e Giuseppe

AT: “Raccontaci un po’ come è nata l’amicizia con il nostro presidente Giuseppe Caldo”
A.M.: “Per il mio lavoro, sono a capo di un’azienda di turismo e noleggio pullman con conducente. Sono stato chiamato per organizzare una gita dell’Atletica Mottense ad Assisi. Lì ho avuto la possibilità di conoscervi un po’ tutti ed iniziare ad avere rapporti con molti di voi. Pian piano è nata una sana amicizia con Giuseppe che è sfociata ora anche nel divenire colleghi in quanto anche lui oggi ha iniziato a guidare qualche nostro mezzo di trasporto.”

AT: “Tu all’epoca della gita ad Assisi era iscritto da poco ad Agggredire, società sportiva di Ceggia di cui oggi tu sei presidente. Da quanti anni ricopri questa carica?”
A.M.: “Sono presidente della società da tre anni.”

AT: “Conosciamo un po’ meglio la vostra società. Quanti associati avete attualmente? Che tipo di attività fate? Ma soprattutto, ci vuoi spiegare perché il nome Agggredire ha tre G?”
A.M.: “Attualmente siamo in circa 120 atleti. Oltre all’attività amatoriale curiamo anche il settore giovanile. Il nome con le 3 G risale ormai alla nascita della società stessa. I fondatori hanno voluto inserire una G in più per rendere ancora più aggressivo il nome e per far quindi risaltare la società.”

AT: “Per quanto riguarda il settore giovanile della vostra società sappiamo che tu copri anche il ruolo di allenatore dei vostri giovani. Vuoi raccontarci questa tua esperienza?”
A.M.: “Sì, sono allenatore da poco del settore. Ho voluto mettermi in gioco ed alleno gli esordienti, quindi i bambini delle scuole elementari per capirci. Mi diverto molto anche se alla fine di ogni sessione di allenamento arrivo afono perché grido continuamente per farmi capire dai miei ragazzini. Però mi da moltissima soddisfazione. Se posso dire, sebbene i ragazzini siano molto euforici e qualche volta esuberanti, ti ascoltano e cercano di fare quanto gli chiedi senza alcuna rimostranza. Questo è molto diverso dall’ambiente Master, dove tutti dicono la loro e pochi si affidano VERAMENTE a gente più esperta e preparata che possa consigliarla. Diciamo che un po’ tutti, me compreso, arriviamo ad un punto che sebbene più o meno consapevoli delle limitazioni alla corsa imposte dall’età, dagli infortuni, da vari fattori che via via ci accompagnano, non vogliamo accettare certe realtà e ci spingiamo anche oltre i nostri limiti. E qui cito in prima persona Giuseppe (Caldo n.d.r.) che sebbene acciaccato e spesso dolorante non si risparmia durante le tappe del campionato. Da una parte è sicuramente molto bello ma, coscientemente, bisognerebbe riuscire a riconoscere i limiti.”

AT: “Visto il tuo ruolo di allenatore e l’esperienza di corridore da anni, hai individuato qualche possibile futuro campione tra i tuoi atleti?”
A.M.: “Tra i ragazzi che alleno ci sono un paio di atleti che hanno qualcosa in più. Uno in particolare sembra avere per ora una gran velocità. Però la fascia d’età che seguo io direttamente spesso non è indicativa in quanto una volta giunti alla pubertà i ragazzi si formano e puoi capire esattamente le potenzialità. Fortunatamente abbiamo un cadetto, non seguito da me, che sta dimostrando molte potenzialità e speriamo possa continuare.”

Alcuni partecipanti alla Petto Nudo Run del 1/1/2020

AT: “Parliamo ora di un’altra iniziativa che ti vede direttamente coinvolto: La Petto Nudo Run!”
A.M.: “L’idea della Petto Nudo Run è nata molto probabilmente sotto gli effetti dei fumi dell’alcool, e un po’ per sfida è nata questa gara. La sfida era quella di poter essere ancora più spavaldi (ed incoscienti) rispetto coloro i quali salutano abitualmente il nuovo anno con un tuffo in mare. Si sa, l’impatto con l’acqua crea un certo trauma ma alla fine l’acqua è più calda dell’aria a gennaio. Per questo abbiamo voluto sfidarci e cercare di correre a petto nudo lungo le vie del paese nel periodo notoriamente più freddo dell’anno. Mi ricordo che per la prima edizione ci siamo trovati in 5-6 di noi con gli stratagemmi più disparati per non rischiare di prendersi un accidente. C’era chi si era avvolto con il domopak (io) e chi si era spalmato un intero tubetto di crema grassa e chi anche più coraggiosamente ha voluto affrontare questa gogliardata. Ci siamo divertiti moltissimo ridendo per tutti i 5 km del percorso. Oggi siamo arrivati alla settima edizione e nel 2020, ultima edizione aperta al pubblico, siamo riusciti a portare a Biverone più di 150 persone che al mattino del primo gennaio corrono lungo il paese a petto nudo. Per il 2021 abbiamo dovuto necessariamente rivedere il tutto, ma viste anche le richieste ricevute direttamente dagli organi di stampa per continuare a proporre la cosa, abbiamo circoscritto la partecipazione a pochissimi “fedelissimi” tra cui molti dell’Atletica Mottense, ovviamente. Speriamo vivamente che tutta questa situazione finisca in fretta e di poter riorganizzare la prossima edizione al meglio.”

AT: “Parliamo ora del nostro campionato. Hai qualche tua considerazione?”
A.M.: “L’idea del campionato è ovviamente un’idea fantastica”

AT: “Beh, te la tiri un po’! Visto che il campionato l’abbiamo molto copiato dal vostro che avete fatto lo scorso anno.”
A.M.: “Si, noi l’avevamo ideato lo scorso anno e voi avete copiato un’idea e molto migliorata. Ho visto che la partecipazione è veramente molto alta ed attiva. Lo scopo quindi è sicuramente stato raggiunto. Si può poi discutere sempre su tutto ma l’idea e la base sono sicuramente super validi. Magari rivedrei i punteggi perché vedo ad esempio gente tipo Andreino (Mian n.d.r.) e Loredana (Zamuner n.d.r) che corrono non così forte che hanno punteggi clamorosi e che a me personalmente fa girare un po’ le scatole…hihihi! Non riesco mai a scavalcarli in classifica…”

AT: “Anche voi di Agggredire avete riproposto il campionato quest’anno.”
A.M.: “Sì, e se voi avete copiato una parte della nostra idea, noi abbiamo copiato una parte a voi. A differenza della scorsa edizione dove veniva premiato solo il chilometraggio, trovandosi quindi praticamente tutti i fine settimana con la maggior parte dei partecipanti a sfidarsi su una mezza maratona, quest’anno abbiamo voluto fare come voi fissando in anticipo le distanze per ogni tappa e utilizzando dei coefficienti legati all’età, al sesso ecc.”

AT: “Siamo arrivati alla domanda finale che anche per te è sempre la stessa: chi vince il campionato?”
A.M.: “Secondo me la squadra I Nomadi perché sono i più costanti!”

Ringraziamo Alberto per la sua disponibilità e per la sua allegria. Poiché siamo ancora in zona rossa non ci è permesso di andare al bar e lasciare il conto in sospeso con le nostre iniziali come abbiamo sempre fatto finora, ma ci stiamo organizzando per fare tutto online. E se non ci riusciamo, faremo in modo che la squadra de I Nomadi possa pagare da bere a tutti (soprattutto il direttivo) visto che Alberto gliel’ha chiamata.

Per vedere le classifiche di giornata clicca sul pulsante qui sotto.

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